
Come è bello essere un soggetto forfettario: non hai mai a che fare con l’IVA (croce e delizia dei regimi ordinari) e puoi fatturare tranquillamente dovendo versare all’erario soltanto l’imposta di bollo; questo però riguarda le tue vendite, ma per gli acquisti la situazione può decisamente cambiare.
Per gli acquisti, infatti, potresti essere un soggetto forfettario che esegue acquisti in regime di reverse charge; magari la conosci come “inversione contabile“, ma poco importa: se fai questo tipo di operazioni sappi che ci sono importanti novità in arrivo e possiamo già dirti che, per una volta, sono delle buone notizie.
Dal 1° ottobre 2025, infatti, cambia la frequenza dei versamenti dell’IVA: non più mensili, ma trimestrali. Una modifica che mira a semplificare gli adempimenti fiscali per i soggetti forfettari, ma che richiede attenzione per non rischiare di saltare le nuove scadenze e dover correre velocemente ai ripari.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono le nuove date da segnare in calendario e quali accorgimenti adottare per non incorrere in errori.
Come funziona attualmente e cosa cambia da ottobre per il reverse charge
Fino al 30 settembre 2025, i contribuenti in regime forfettario che ricevono fatture in reverse charge devono versare l’IVA ogni mese, entro il 16 del mese successivo a quello dell’operazione.
Esempio: una fattura in reverse charge registrata a luglio 2025 richiedeva il versamento dell’IVA su quel documento entro il 16 agosto 2025; una fattura in reverse charge registrata a settembre 2025 comporterà il versamento dell’IVA su quel documento entro il 16 ottobre 2025.
Con le nuove regole, i versamenti IVA per le operazioni in reverse charge passano da mensili a trimestrali. Le scadenze diventano quindi fisse e più distanziate, da segnare attentamente:
| Scadenza | Trimestre |
|---|---|
| 16 maggio | Primo trimestre: gennaio – marzo |
| 20 agosto | Secondo trimestre: aprile – giugno |
| 16 novembre | Terzo trimestre: luglio – settembre |
| 16 febbraio | Quarto trimestre: ottobre – dicembre (anno successivo) |
Esempio: una fattura ricevuta a ottobre 2025 andrà a confluire nel quarto trimestre, con scadenza di pagamento al 16 febbraio 2026.
Perché questo cambiamento?
L’obiettivo della riforma è duplice:
- Semplificazione amministrativa: meno versamenti da gestire, con una riduzione del carico burocratico e più chiarezza per i micro soggetti econonomici:
- Allineamento con altre categorie di contribuenti: anche per i forfettari si applica un calendario più aderente ai trimestri IVA, già in essere per altre tipologie di imprese e liberi professionisti.

Conclusione
Dal 1° ottobre 2025 i contribuenti forfettari che operano in regime di reverse charge IVA potranno tirare un sospiro di sollievo: meno versamenti, più tempo per organizzarsi. Le nuove scadenze trimestrali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) rendono la gestione più semplice, ma richiedono attenzione soprattutto nella fase di transizione.
Consiglio pratico: Segna subito le date in agenda e avvisa il tuo consulente fiscale per non rischiare dimenticanze. Se non hai un professionista di riferimento (o vuoi cambiarlo), Fatturrà può aiutarti.
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