Il regime forfettario è amatissimo e, scorrendo le pagine di questo blog, probabilmente ve ne state innamorando anche voi.
I vantaggi sono molteplici: meno tasse da pagare, meno burocrazia, facilità di apertura e di gestione.
Certo, il limite per restare dentro il regime forfettario è abbastanza chiaro e impegnativo: 85.000 € di ricavi annui. Superata quella soglia… si cambia campionato e si entra nel mondo del regime ordinario.
La domanda quindi è lecita: quali professioni riescono davvero a fatturare tanto restando forfettarie?
Ecco una classifica aggiornata delle Partite IVA che, numeri alla mano, riescono più spesso ad avvicinarsi al tetto massimo senza uscirne; magari tra queste figure lavorative potresti avere l’ispirazione per trovare finalmente la tua strada nel mondo del lavoro!
Premessa doverosa: sono dati indicativi e non esaustivi e soprattutto non riguardano “guadagni netti”, ma ricavi dichiarati, cioè il fatturato lordo.
1. Consulenti IT & sviluppatori freelance
Ricavi tipici: 60.000 – 85.000 €
Programmatori di vario genere (frontend, backend, full-stack, mobile…) data analysts, specialisti nella cybersecurity e professionisti che sanno lavorare con l’intelligenza artificiale.
Le professioni legate al mondo dell’Information Technology sono da sempre molto richieste e hanno un ottimo rapporto tempo/fatturato: chi lavora bene, spesso anche con clienti esteri, tocca il tetto del forfettario senza troppi problemi e senza nemmeno ammazzarsi di ore di lavoro; altro punto a favore, da non sottovalutare, è la possibilità di lavorare da remoto, ovunque nel mondo – ma a seconda dei progetti e dei compiti da svolgere, bisogna sapersi dotare della giusta infrastruttura e di adeguati componenti hardware.

2. Ingegneri e tecnici freelance
Ricavi tipici: 55.000 – 85.000 €
Ingegneri civili, industriali, consulenti tecnici, progettisti.
La loro decisione di rimanere liberi professionisti e di non lavorare come sottoposti è la flessibilità: si possono cambiare commesse, progetti e attività senza “fossilizzarsi” in un impiego fisso e mono-mercato. Anche per loro, soprattutto in caso di collaborazione con multinazionali e grandi aziende, restare sotto la soglia degli 85k non è compito semplice.
3. Commercialisti (giovani o mono-committente)
Ricavi tipici: 50.000 – 85.000 €
Il percorso per diventare commercialisti è lungo e impervio, tra laurea, master e dottorati vari. Si entra in uno studio contabile, si fa la cosiddetta “gavetta” e poi si fa il salto per mettersi finalmente in proprio e aprire uno studio inizialmente senza altri associati. Per le aziende italiane il commercialista è figura fondamentale e imprescindibile, non solo per le sue competenze in ambito fiscale e tributario ma anche e soprattutto per monitorare l’andamento del proprio business e aiutare le imprese a scegliere la strada giusta.
Chi lavora da solo, con un pacchetto clienti ridotto, riesce spesso a stare nel forfettario ma molto vicino al limite. Se poi il pacchetto clienti aumenta, è quasi inevitabile passare al regime ordinario o associarsi ad altri commercialisti per ingrandire lo studio.
4. Consulenti marketing & advertising
Ricavi tipici: 50.000 – 85.000 €
Digital marketing, advertising, funnel, CRO, SEO.
Quando si nomina la parola “freelance” spesso si pensa proprio a queste categorie di professionisti. Le aziende cercano queste figure per dare valore al proprio brand e ai propri prodotti, saperli promuovere e attrarre clienti. Da non dimenticare anche un altro aspetto: nelle ricerche di lavoro online o tramite agenzie specializzate sempre più aziende cercano consulenti con Partita IVA e i motivi sono decisamente intuibili: costi ridotti e possibilità di assumere e cambiare collabatori più facilmente. E’ questo il futuro del mercato del lavoro? Non lo sappiamo con certezza, ma avere la Partita IVA forfettaria potrebbe essere un plus per essere presi in considerazione da cuhi intende assumervi.

5. Agenti di commercio (monomandatari)
Ricavi tipici: 50.000 – 85.000 €
Un agente monomandatario è un professionista di vendita che, tramite apposita clausola contrattuale, lavora in esclusiva per una sola azienda. Non può quindi assumere mandati per altre società, garantendo la massima dedizione alla vendita dei prodotti/servizi di un unico marchio. Avere un solo “datore di lavoro” in questo caso può abbassare il monte dei ricavi complessivi assicurando il mantenimento del regime forfettario. Certo, nel caso in cui l’azienda revochi il mandato, l’agente si dovrà ributtare sul mercato per un nuovo incarico, ma è indubbio che la vendita rappresenta un settore cruciale per il benessere e la crescita dell’azienda stessa.
6. Avvocati (nicchie specifiche)
Ricavi tipici: 45.000 – 85.000 €
Avvocati che lavorano in ambiti verticali (privacy, contrattualistica, diritto digitale) riescono a fatturare tanto senza struttura complessa. Anche qui il percorso è impervio: dopo la facoltà di giurisprudenza e il praticantato si può eventualmente arrivare alla piena indipendenza lavorativa e iniziare a lavorare con i primi clienti. In generale, queste sono professioni dove il regime forfettario è perfetto per massimizzare i guadagni con poca burocrazia ed esborso di imposte e tasse varie. Certo, i clienti devi saperteli andare a cercare… e soprattutto mantenere!
7. Consulenti aziendali & coach professionali, formatori e consulenti HR
Ricavi tipici: 45.000 – 85.000 €
Business coach, formatori, consulenti organizzativi.
Forse sono un po’ sottovalutate come figure, in realtà svolgono lavori che possono dare un importante contributi alla crescita del capitale umano a disposizione delle aziende. Anche qui la chiave per restare nel regime forfettario può essere una collaborazione con grandi aziende, holding e compagnie che possono garantire una remunerazione sicura e continuativa. Fare sempre molta attenzione al confine, più sottile di quanto si pensi, tra collaborazione continuativa e rapporto di lavoro subordinato: ci sono tante similitudini, ma una esclude necessariamente l’altra e, da freelance, si rischia di incorrere in sanzioni se in realtà si sta “mascherando un lavoro dipendente” con il datore di lavoro.
8. Content creator e professionisti del web
Ricavi tipici: 40.000 – 85.000 €
Creator, streamer, youtuber, copywriter avanzati.
Il settore è sicuramente giovane, sono un po’ da considerare le “Partite IVA del nuovo millennio”; sicuramente il loro non è un lavoro semplice, tra preparazione dei contenuti, sponsorizzazioni da trovare, fidelizzazione dei followers e soprattutto tanta tanta concorrenza da fronteggiare. Non tutti riescono a vivere della propria passione, certamente tra di loro ci sono moltissimi professionisti che sono saliti rapidamente alla ribalta e che devono trovare il modo di restarci.

9. Designer, UX/UI, brand designer
Ricavi tipici: 45.000 – 80.000 €
Grafici “base” no, designer specializzati sì.
UX, UI e branding permettono di lavorare con pochi clienti e budget alti. Come i programmatori, anche qui i designer possono lavorare da remoto ovunque vogliano, senza dover necessariamente essere in presenza presso la sede di clienti e committenti. Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia: questi sono i lavoratori più soggetti a revisioni da parte dei clienti, variazioni al progetto in corso d’opera, call di allineamento, modifiche da effettuare urgentemente… insomma, una bella dose di stress, ma comunque assolutamente gestibile.
Cosa ci dice davvero questa classifica?
✔️ Il regime forfettario non è solo per “chi guadagna poco”
Molti professionisti scelgono consapevolmente di fermarsi sotto gli 85.000 euro, semplificando la gestione della propria partita iva e soprattutto riducendo i costi per imposte e dipendenti.
✔️ Le professioni più “scalabili” (IT, consulenza, digitale) dominano la classifica e non potrebbe essere altrimenti.
✔️ Il vero equilibrio è questo: fatturare tanto, spendere poco, restare semplici.
Proprio come Fatturrà, che fa della semplicità la sua arma vincente!
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