“Chi ha tanti soldi vive come un pascià…” recitava una vecchia canzone. Se è vero che i soldi non sono tutto, sicuramente avere una grande liquidità in banca aiuta e non poco a vivere meglio e – se si è una partita IVA – anche lavorare meglio.
Ma i soldi sono l’unico parametro che può indicare ricchezza e benessere? Certo che no, il patrimonio di una persona è determinato anche da altri elementi (o assets, per dirla come la direbbe un businessman): proprietà immobiliari, titoli azionari o obbligazionari, mezzi di trasporto di cui si è intestatario, oggetti di valore ecc. ecc.
In Italia tutti questi elementi consentono di determinare l’ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ne avrete sicuramente sentito parlare varie volte nel corso della vita.

Calcolare l’ISEE può sembrare complicato, soprattutto per chi non mastica ogni giorno normative fiscali e modulistica. Tuttavia niente paura: in questa news ti spieghiamo in modo chiaro come funziona il calcolo dell’ISEE e quali novità potrebbero arrivare nel 2026, in particolare la possibile esclusione della prima casa dal patrimonio rilevante. Una modifica che, se confermata, potrebbe aprire le porte a diversi bonus oggi più difficili da ottenere.
COS’E’ L’ISEE E COME SI CALCOLA OGGI
L’ISEE serve a misurare la condizione economica del nucleo familiare e viene richiesto per molti bonus e agevolazioni statali. E’ come se lo Stato dicesse ai suoi cittadini: potete avere contributi e aiuti da parte nostra, commisurati alla vostra ricchezza, a patto che tutti i vostri possedimenti siano racchiusi in un determinato valore, l’ISEE appunto.
Ecco i passaggi fondamentali:
- Compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica): è il documento, stilato in più copie e con scrupolosa attenzione, in cui devono essere inseriti:
- Dati anagrafici del nucleo familiare;
- Redditi del secondo anno precedente al corrente (esempio: l’ISEE 2026 verrà calcolato in base ai redditi percepiti nell’anno solare 2024);
- Patrimoni mobiliari (conti correnti, depositi, investimenti);
- Patrimoni immobiliari (case, terreni), compresa la prima casa
La DSU può essere compilata dal singolo cittadino attraverso il portale INPS oppure mediante un intermediario come i CAF o il proprio commercialista.
In fase di compilazione DSU dovranno essere presentati alcuni documenti importanti ai fini del calcolo come la giacenza media dei conti correnti, i libretti degli autoveicoli o motoveicoli posseduti, le attestazioni e i certificati per i fondi pensione o i piani di accumulo, l’atto di proprietà degli immobili posseduti e molto altro ancora. Se compili la DSU tramite un CAF o un commercialista, solitamente sono proprio questi soggetti a darti le indicazioni necessarie per capire quali sono i documenti richiesti.
- Elaborazione dell’INPS
Una volta inviata la DSU, l’INPS elabora i dati e ti rilascia l’attestazione ISEE, di solito in pochi giorni e a mezzo posta elettronica, contenente l’indicatore della tua ricchezza e condizione economica. Da quel momento in poi l’ISEE può essere utilizzata per le domande e le richieste di bonus che necessitano di questo dato.
- Come incide la prima casa
Attualmente la prima casa concorre al calcolo del patrimonio immobiliare, anche se con una franchigia che riduce il valore imponibile. Se però il valore catastale supera la franchigia, la quota eccedente aumenta l’ISEE, facendo salire l’indicatore e riducendo l’accesso a bonus e agevolazioni.

NOVITA’ 2026: POSSIBILE ESCLUSIONE DELLA CASA DAL CALCOLO ISEE
La Legge di Bilancio 2026 potrebbe introdurre una modifica importante: non considerare più la prima casa nel patrimonio ISEE, almeno entro una soglia di valore catastale più alta rispetto a oggi.
In particolare, la prima casa potrebbe non essere conteggiata fino a un valore catastale di 91.500 euro e la soglia aumenterebbe di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo; se il valore supera la soglia, la casa non verrebbe comunque conteggiata integralmente, ma solo in parte.
L’obiettivo della riforma è rendere l’ISEE più aderente alla reale disponibilità economica delle famiglie: possedere una casa, in molti casi, non significa avere redditi alti o liquidità immediata, perciò sembra opportuno non considerarla nel conteggio dell’indicatore ISEE.
QUALI BONUS POTREBBERO DIVENTARE PIU’ ACCESSIBILI
L’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE permetterebbe a molte famiglie di ottenere un indicatore più basso e quindi accedere per la prima volta o accedere con importi maggiori ai seguenti bonus:
- Assegno di Inclusione (ADI) per famiglie con difficoltà economiche e che includono nel nucleo familiare persone con disabilità, fragilità o di difficile collocazione nel mondo del lavoro. Si parte da un minimo di 500 euro al mese a salire in base ad altri fattori: basta pensare che nei primi sei mesi del 2024 l’ADI medio mensile erogato dall’INPS è di 618 euro.
- Supporto Formazione e Lavoro (SFL): un aiuto per chi cerca nuove opportunità lavorative o corsi di aggiornamento. L’importo è di 500 euro mensili ed è rivolto ai cittadini tra 18 e 59 anni che risultano disoccupati o inattivi e che non rientrano tra i beneficiari dell’Assegno di Inclusione. Nel 2025 la soglia ISEE per beneficiare del contributo è pari a 10.140 euro.
- Assegno Unico Universale, l’agevolazione più importante per chi ha figli a carico: solitamente l’importo dell’assegno erogato dipende dalla fascia ISEE in cui si rientra; con un ISEE più basso, l’importo può salire anche in modo significativo.
- Bonus Asilo Nido, contributo ormai celebre per agevolare l’iscrizione dei bimbi ad un asilo nido pubblico o privato oppure ad un servizio di assistenza domiciliare: l’esclusione della prima casa potrebbe rendere accessibile la fascia più vantaggiosa del contributo, determinante per le famiglie se si considerno i costi attuali di una retta mensile per il Nido dei bimbi.
- Bonus bebè / incentivi per nuovi nati: si parla di tutti quei vantaggi e bonus previsti dal Governo italiano per combattere il cosiddetto “inverno demografico” ovvero il calo delle nascite; dove previsto, gli importi sono maggiori per chi ha un ISEE più contenuto.
COSA DEVONO FARE I LIBERI PROFESSIONISTI
Se sei un libero professionista e semplicemente non ti trovi a tuo agio con le pratiche fiscali, ecco alcuni consigli per sfruttare la possibile esclusione della prima casa dal conteggio ISEE:
Controlla la rendita catastale della tua abitazione: questo dato sarà fondamentale per capire se rientri nella nuova soglia o meno. Per farlo ti basta entrare nell’apposita area predisposta dall’Agenzia delle Entrate, ottenendo come proprietario dell’immobile i dati della visura catastale in modo semplice e gratuito;
Aggiorna la DSU ogni anno: anche piccole variazioni nei redditi o nel patrimonio incidono sull’ISEE. La DSU può essere effettuata nei primi mesi del nuovo anno presso un commercialista o un patronato/centro di assistenza fiscale.
Rivolgiti a un CAF o a un consulente se non hai tempo o voglia di gestire la pratica da solo.
QUANDO ENTRERANNO IN VIGORE LE NOVITA’
La riforma è prevista per il 2026, ma i dettagli definitivi arriveranno con i decreti attuativi previsti nella prossime settimane. Ci auguriamo di poterti dare delle buone notizie attraverso le pagine di questo blog.
Fino a quel momento, rimane valido l’attuale sistema.



